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Adda passà ‘a nuttata…

Eduardo de Filippo
Eduardo

Diceva Eduardo nella commedia Napoli milionaria.
Ci risiamo. Tutti a casa e chissà per quanto.
Meglio così, almeno passerà più in fretta. “Adda passà ‘a nuttata”, appunto.
Per quanto ci riguarda, in questo periodo, stiamo risistemando e aggiornando i nostri spettacoli.
Patrizia ha rammendato e modificato il tulle che diventa il mare in Azzurra Balena, mentre io ho modificato le luci del mare, che da ora in avanti cambierà colore secondo i luoghi in cui navigherà Azzurra.
Sta poi ricostruendo la faccia di Amedeo, il domatore “tetesco” di Loira Narpei Circus, che dovrà avere la mia faccia, per coerenza con il finale, quando, sotto la magia del maghetto Peloverde, viene trasformato in umano per sposare il clown donna (Patrizia); e io di contro sto aggiornando le luci di tutti gli spettacoli.
Ci hanno poi contattato dal Festival di Stresa, un importante festival dedicato alla musica classica, per portare il nostro Petrouchka.
Lo spettacolo debuttò nel 2007 al Vecchio Teatro Lirico di Udine, coprodotto dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e dalla Fondazione Teseco per l’Arte e ricalca fedelmente i quattro quadri dell’omonima opera di Igor Stravinskij.
Petrouchka (si trova scritto anche Petruska o Petrushka) è la marionetta tradizionale russa, la più rappresentativa, capricciosa, burlona e vendicativa, un po’ come il nostro Pulcinella (dal quale probabilmente deriva).
In quest’opera Stravinskij immagina invece una marionetta sognante, che si innamora della Ballerina e che viene, alla fine del carnevale, la sera, poco prima che la gente sfolli dalla piazza, ucciso per gelosia da un contendente. La vicenda si svolge il Martedì Grasso di un carnevale alla fine dell’ottocento a San Pietroburgo e non mancano momenti di clownerie e gags, personaggi e situazioni ridicole, come in uno spettacolo di burattini che si rispetti, ma questa volta abbiamo puntato sulla poesia e sull’emozione, sul fantastico e sulla favola.
La rassegna a Stresa sarà il prossimo anno in estate, auguriamoci che il Covid sia sparito e si possa tornare alla nostra vita.
Alla prossima.

Stefano Cavallini